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lunedì 28 settembre 2015

Una domenica in giro tra Peccioli e Volterra

nei pressi dell'azienda Floriddia

Una domenica...di quelle come ce ne vorrebbero tante.
Malgrado il cielo coperto da spesse nuvole che altro non fanno se promettere sicura pioggia si sale in macchina. Destinazione Peccioli dove si trova l'Azienda Agricola Bio Floriddia meravigliosamente posizionata tra le colline pisane. Avevamo incontrato i suoi prodotti qualche giorno prima alla Fierucola in S.S. Annunziata ed ora eravamo curiosi di vedere il loro mulino e partecipare ad una  visita della loro azienda. Dopo questo affascinate viaggio all'interno della passione di due fratelli e del voler migliorare le cose attraverso i loro prodotti rimontiamo in macchina. La strada che serpeggia tra meravigliose colline ci conduce in un'altro luogo magico...Volterra. E qui, malgrado la pioggia, la matita e gli occhi si lasciano affascinare...
Gabriele.






giovedì 11 dicembre 2014

Il fischio del vapore


Un piccolo tuffo nella storia quello del 29 novembre con la riapertura della ferrovia Porrettana in occasione dei suoi 150 anni!

Locomotive cariche di carbone hanno inebriato laria di denso vapore ed echeggiato il loro antico fischio tra i boschi dellAppenninopoi musica, balli tradizionali, sentite orazioni sul futuro di questa importante linea di montagna e, soprattutto, il piacere immenso di condividere uno storico giorno di festa
Gabriele

Credits: Luciano Marchi





 


sabato 4 febbraio 2012

La Bagna Cauda

La Bagna Cauda

 La Bagna Cauda (letteralmente salsa calda) è un intingolo classico della cucina tradizionale piemontese.
Svariate borgate o zone del basso Piemonte (Biellese, Monferrato, Langhe) ne rivendicano l'invenzione ma, come per molte antiche e tradizionali pietanze, le origini e la paternità si smarriscono tra leggende e contese. Di fatto questo cibo povero, contadino e conviviale, a base di olio, aglio e acciughe in cui s'intingono gli ortaggi, ha origini antiche.
Scrive la signora Bianca Rosa Gremmo Zumaglini (detta anche "Bianca delle conserve") in uno dei suoi libri (*):
"Re Vittorio Emanuele I, che era goloso di questo piatto, si era fatto cesellare dei fornelletti d'argento per gustarlo degnamente. La bagna caoda veniva cotta in un recipiente di terraglia e lasciata borbottare a lungo nell'angolo della stufa, sino a che il composto avesse assunto sul fondo una densità cremosa.
Cibo di poveri, si consumava tra le botti delle cantine all'epoca della svinatura, intingendo verdure appena colte nell'olio di noci e spicchi d'aglio scaldati e si beveva il vino nuovo appena spillato. Le acciughe arriveraanno più tardi, nel '600, come eredità delle truppe spagnole e come merce di scambio con la Liguria."
Solo più tardi (fine '800) la bagna cauda diverrà "piatto da ricchi", solo allora entrerà a far parte degli ingredienti anche la panna o il latte (talvolta il tartufo) per smorzare l'aggressività dell'aglio.
La ricetta di questa delizia potete trovarla QUI. Noi (a dire il vero solo Gabriele, visto che io il pesce non lo mangio) l'abbiamo gustata nella versione "povera" che mia madre (di origini piemontesi) ha ricevuto da mia nonna. Come tradizione il cardo e il topinambur sono stati protagonisti di questo mangiare tanto delizioso quanto conviviale...

La preparazione

Dopocena...

Il post-bagna cauda

(*) Bianca Rosa Gremmo Zumaglini, "Dalla madia al fuoco del camino, per non dimenticare la cultura della vecchia e povera cucina biellese." Edizioni Leone & Griffa, 1997.

domenica 9 ottobre 2011

In cammino....



L'estate è trascorsa velocemente, come sempre troppo velocemente, sia per me, avvolta dall'afa fiorentina, che per Gabriele sui monti svizzeri, tra temporali e pallide giornate di sole. Ciascuno di noi ha portato avanti il proprio lavoro, lottando con imprevisti e difficoltà, sottraendoci il tempo e la voglia di aggiornare il blog.

Vorremmo rimediare adesso al nostro lungo silenzio; ora che le giornate s'accorciano, con il freddo alle porte, e l'idea di sedersi davanti al computer e scrivere si fa gradita. Cercheremo di recuperare pubblicando i lavori che Gabriele ha portato avanti quest'estate... e cominceremo con il mostrarvi gli ultimi schizzi (e qualche fotografia) eseguiti durante la XIX Marcia della Pace Perugia-Assisi, cui abbiamo partecipato lo scorso 25 settembre. L'emozione di camminare, lungo 24 km, insieme alle persone piú diverse ma tutte accomunate dal desiderio di pace, è sempre fortissima. Rincuora constatare la quantità dei partecipanti (di coloro che non si rassegnano a vivere in un mondo impastato di guerre e soprusi) anche a distanza di 50 anni dalla sua prima edizione (24 settembre 1961) voluta da Aldo Capitini.
Piú delle parole parlano le immagini...
eccole!






lunedì 13 giugno 2011

4 volte SI!!!!

Grazie, grazie a tutti coloro che sono andati alle urne, comunque abbiano votato, e che hanno reso possibile il quorum.
Doppiamente grazie a quel 95% dei votanti che ha espresso un SI (x 4 volte). Perchè era importante manifestare la nostra opinione sui 4 quesiti... perchè è bello vivere in una democrazia in cui i cittadini partecipano attivamente a scelte politiche e di interesse pubblico.
Grazie.
Grazie perchè oggi, anche merito vostro, mi sento fiera di essere italiana.
Gaia Del Francia

lunedì 6 giugno 2011

12 giugno

Paris... eccoci in partenza, dopo quasi due anni, per una nuova avventura nella grandeur francese.
Pronta la scorta di rullini per la Diana F+, puliti i pennelli, affilate le matite, impugnata la "Carte nominative transport" (come quelli veri)...
Rientreremo il 12, per assolvere al nostro dovere di cittadini ed esercitare quel diritto fondamentale in una democrazia: il VOTO.
Ricordate: é importante andare a votare e raggiungere il quorum, per poter esprimere la nostra opinione sui quattro quesiti e consentire (raggiungendo il 50% + 1 dei votanti aventi diritto) che venga tenuta di conto la volontà popolare.
Non lasciamoci sfuggire questa bella occasione per mostrare che siamo ancora capaci di pensare e che abbiamo tutti senso civico ed interesse alla cosa pubblica. Se non noi (cittadini) chi altri? Se non ora, quando?
Per informazioni sui testi dei quattro quesiti potete vedere qui.
Ricordate che votando SI esprimiamo:
1) SI per una gestione dell'acqua che sia pubblica ( = NO all'acqua in mano a privati)
2) SI al principio che sull'acqua (bene di prima necessità) non si faccia speculazione (= NO ad un profitto sull'acqua da parte di privati)
3) SI ad un paese (l'Italia) privo di centrali nucleari (= NO in alcun modo al nucleare come fonte energetica)
4) SI per "la legge è uguale per tutti" (= NO al legittimo impedimento).

A presto!
Gaia e Gabriele

sabato 4 giugno 2011

Tempo variabile

... variabile ed imprevedibile il tempo al Quarantasetterosso.
Da mesi si verificano improvvisi scrosci d'acqua (di mutevole intensità) anche (e a maggior ragione) con il bel tempo, il sole e l'afa, di questa calda primavera. Come Fantozzi la sua nuvoletta, anche noi possiamo farci vanto della nostra personale pioggia. Tale nostro evento nulla ha del divino, del soprannaturale o della persecutoria sfiga... bensí è dovuto alla perseveranza e tenace costanza della signora del primo piano che, forse tenendo fede ad un antico rito pagano di via delle Conce, si ostina a stendere panni non strizzati esattamente sopra l'ingresso del Quarantasetterosso.
Documentiamo con fotografia inedita (di cui deteniamo l'esclusiva e tutti i diritti meteorologici) il recente acquazzone avvenuto il 2 giugno.
Ivi potete osservare Sara che, per sortir fuori dallo studio a prendere un caffè, è costretta ad aprire l'ombrello, mentre fuori il sole e la siccità spaccano le pietre....
Possiamo altresí rendere testimonianza di imponenti scrosci d'acqua saponata riversati a secchiate, senza preavviso (e senza tener conto di esseri umani o animali nelle vicinanze), dai piani alti. La rapidità e l'imprevedibilità di tali fenomeni non ci hanno permesso o consentito ancora di procurarci documentazione adeguata. Ne resta traccia solo negli aloni sul marciapiede e nelle chiazze collose e profumate dell'acqua infiltrata sul pavimento dello studio.
La creatività del Quarantasetterosso non ha limiti: un altro mondo è possibile.

Dedicato alla misteriosa dama del primo piano
Gaia e Gabriele

mercoledì 25 maggio 2011

Genesi dell'inesistente: VERTEBROTICO

«Quando io uso una parola», disse Humpty Dumpty 
in tono alquanto sprezzante, 
«questa significa esattamente quello che decido io... né più né meno.» 
«Bisogna vedere», disse Alice 
«se lei può dare tanti significati diversi alle parole.» 
«Bisogna vedere», disse Humpty Dumpty, «chi è che comanda... è tutto qua.»

Credo che capiti a tutti di avere attimi "linguistici creativi": momenti in cui, senza sapere bene come o perchè, ti ritrovi in bocca parole inesistenti (un "significante") di cui conosci perfettamente il senso o il significato anche se (spesso) ne ignori completamente il preciso "referente"... perchè non esiste o perchè lo stai creando nel momento stesso in cui lo nomini.
Capita sovente (credo, così deduco da personale esperienza) nell'ambito ristretto di una "comunità di parlanti", che siano essi famigliari, gruppo di amici, o colleghi di lavoro...
Succede che "ti escano parole" inesistenti (senza sapere come), che acquistino forza ed un preciso significato, che si aggiungano poi al vocabolario-dialetto "intimo" delle persone coinvolte fino a diventare "reali", d'uso, "parlate".
Capita, ed è bello... è una cosa che mi ha sempre affascinato.

Nel nostro piccolo, tra me e Gabriele a casa, o al Quarantasetterosso con assidui frequentatori, nascono di continuo termini nuovi, parole inventate o viceversa conosciute ma stravolte nel loro significato originale dall'uso "improprio" che ne facciamo...
"Brigul" o "Frozen" (temini affettuosi con cui ci nominiamo, tra noi), che poco hanno dello sdolcinato "darling",  "amore", "tesoro" o "Gianni-caro" (citazione da "Lilli e il Vagabondo" di Disney), sono meno ameni e romantici, ma hanno il vantaggio di possedere una storia tutta loro, una "nostra personale ed intima" etimologia che ce li rende unici ed insostituibili... personalmente non baratterei mai un "Brigul" con un generico "Amore mio"...
Così, ritornando a noi: l'altra sera Gabriele è uscito fuori con il suo VERTEBROTICO... non so a voi l'effetto che fa ma io, quando ha pronunciato quella parola, non ho saputo come controbattere... richiedevo aiuto casalingo per annaffiatura, apparecchiatura tavola, stendimento panni o solo (forse, ad essere sinceri) un'incondizionata attenzione alla mia persona.... ma di fronte ad un qualcosa (chi? cosa?) di vertebrotico che si intrometteva tra noi, non ho saputo che armi utilizzare... mi pare evidente che "vertebrotico" sia qualcosa di cazzuto ed impegnativo da combattere, invincibile nella sua aggressività o, viceversa, nella sua indolenza e mollezza.
Mioddio: un Vertebrotico potrebbe aggredirti con i suoi dentuzzi aguzzi e portarti via una mano... ma potrebbe anche distendersi, appisolarsi, mimetizzarsi in un angolo strategico della casa e farti inciampare (magari ridendosela poi sotto i suoi baffi unti)!
Ecco, il Vertebrotico ormai è entrato nella nostra "lingua": E' TRA NOI!
Io, che non so disegnare e quindi "rendere visibile" o rappresentare il referente, mi contento di descrivervi la paura e il rispetto che Lui mi procura... qualcosa di "vertebrato" e quindi ben costruito, mobile ed insidioso, assai intelligente e un po' aggressivo.... ma anche un essere che ha del  "paranoico", del pigro, dell'indolente, del furbesco scansafatiche ... "Vertebrotico", cavoli, non è che lo cancelli così, con la gomma, con un hoplà, non è che puoi far finta di niente... è un qualcosa di pericoloso e con i "controcazzi", cova sempre qualcosa (come le gatte) e l'unica è sperare che se la stia dormendo, mostrando così il lato tenero della sua "persona"...
Gaia

Alice era troppo perplessa per dir niente; così dopo un minuto Humpty Dumpty ricominciò. «Certe hanno un caratterino... soprattutto i verbi: sono i più orgogliosi... con gli aggettivi puoi fare quello che vuoi, ma con i verbi... comunque, io posso farli filare tutti quanti! Impenetrabilità! Ecco cosa dico!»
«E sarebbe così cortese da dirmi», disse Alice, «che cosa significa?»
«Ora parli come una bambina ragionevole», disse Humty Dumpty con aria molto compiaciuta. «Con "impenetrabilità" volevo dire che ne abbiamo abbastanza di questo argomento, e che faresti bene a dirmi cosa vuoi fare a questo punto, poiché non credo tu voglia fermarti qui 
per tutto il resto della tua vita.»

lunedì 9 maggio 2011

Coinvolti....


"E se vi siete detti
non sta succedendo niente,
le fabbriche riapriranno,
arresteranno qualche studente
convinti che fosse un gioco
a cui avremmo giocato poco
provate pure a credevi assolti
siete lo stesso coinvolti"

Il 6 maggio noi eravamo in piazza. Il 12 (o 13) giugno noi andremo a votare.
Eravamo l'altro giorno presenti e lo saremo ai prossimi referendum perchè ci sentiamo coinvolti, responsabili, partecipi alla "res publica" in quanto CITTADINI. Coinvolti e toccati (direttamente o indirettamente) dalle scelte scelerate di questo governo che non ci piace e che vorremmo contrastare... e l'unico modo per far sentire la nostra voce e rendere manifesto il nostro dissenso è appunto quello di PARTECIPARE, fare, agire (anche se nel nostro piccolo), piuttosto che inutilmente borbottare o silenziosamente contestare tra le mura di casa...
Presenziare alle manifestazioni, andare a votare ai referendum (che sono uno strumento prezioso -l'unico nel nostro paese, forse- per una democrazia diretta), fare resistenza... ecco, noi facciamo questo e lo diciamo, lo rendiamo pubblico perché siamo stufi di persone che si assolvono, che non prendono posizione, che non si schierano, che non mostrano sdegno e non contestano a gran voce, che non si assumono responsabilità (lasciandole ad altri, chi?) e per questo quindi ci appaiono come complici del sistema e delle cose così come vanno....
Il 6 maggio io ho scioperato rinunciando a 8 ore di lavoro in busta paga. Gabriele e tanti altri amici, che un vero contratto non lo hanno (perché "coccoccó" o "coccodè" o lavoratori indipendenti), hanno partecipato sebbene la loro assenza dal lavoro non sia stata notata e nonostante per loro la parola "sciopero" sia priva di significato...
Sono grata ai colleghi che hanno manifestato insieme a me, ma anche e soprattutto a loro: a quegli amici e conoscenti che un contratto non lo hanno e che comunque erano in piazza.
Gabriele ha deciso di documentare, con i suoi disegni, la manifestazione .... anche questo è partecipare, anche questo è non restare indifferenti!

Gaia
"E se nei vostri quartieri
tutto è rimasto come ieri,
senza le barricate
senza feriti, senza granate,
se avete preso per buone
le "verità" della televisione
anche se allora vi siete assolti
siete lo stesso coinvolti."
(Fabrizio De Andrè, "Canzone del Maggio")



lunedì 2 maggio 2011

Notte (im)bianca



Lo scorso sabato sera fu "Notte bianca" a Firenze, già.... ma della serie che noi, prendendo alla lettera il termine, abbiamo preso lo spunto e deciso di iniziare ad imbiancare il mio studiolo di casa, per andare avanti ad oltranza... pomeriggio, sera e anche il 1° maggio certo, visto che è la festa dei lavoratori, e che secondo qualcuno (soprattutto il nostro sindaco) questo giorno non si dovrebbe stare con le mani in mano (a godersi un "meritato riposo" o solo festeggiare una delle poche festività laiche di questo paese) ma a sgobbare, come ogni altro giorno dell'anno.
Visto che casa mia non è proprio quella che si puó definire una "dimora minimalista", il piú (e il piú noioso) del lavoro è stato svuotare la stanza... Il resoconto dello sforzo è: una ventina di colli solo per i libri (haimè, da quando lavoro in libreria la mole dei volumi è cresciuta in modo esponenziale) piú una serie di scatole zeppe di matite, penne, fogli per appunti, e una valanga di altre cose "necessarie" come cartucce per stampante, strisce di negativi della Diana F+, rullini scaduti da sperimentare, ecc, quanto svariati inutili ninnoli e souvenirs... Il dare la vernice, levando prima la muffa e tappando i buchi con lo stucco, è stato il meno e piú dilettevole....

Le cose brutte dell'imbiancare, sono arrivata a concludere, consistono in:
- provare un forte (e fino a quel momento sconosciuto) desiderio di abitare in un ambiente minimalista, una di quelle case che si vedono ritratte nelle riviste patinate di architettura e arredamento, e sentirsi annichilita dalla zavorra accumulata negli anni,
- dover fare i conti con la convivente felina, di natura curiosa si sa, ed accettare il suo maldestro e gattesco supporto che, per un essere umano improvvisato imbianchino, puó risultare piú di ostacolo che di aiuto,
- impacchettare tutto con una frenesia ed uno sconforto peggiore di quello che si prova la vigilia di Natale sapendo che dopo mezz'ora i doni dovranno apparire (eleganti e ben agghindati) sotto l'albero,
- ritrovarsi a notte fonda, prima di andare a dormire, come Panoramix dopo aver bevuto una pozione sbagliata: piena di puntini bianchi, cosí perfettamente ben distribuiti, da domandarsi se sia una qualche sorta di allergia-malattia o solo l'incredibile maestria che è capace di generare il "dio Rullo" (bianco perfetto sul muro, punteggiatura uniforme su pelle ed abiti umani).
Le cose belle dell'imbiancare invece si possono ridurre a:
- provare un forte e (fino a quel momento sconosciuto) desiderio di un'abitazione minimalista, una di quelle che si vedono ritratte nelle riviste patinate di architettura e arredamento.... e quindi decidere di eliminare non poche cose inutili facendo posto a nuova zavorra che arriverà (e che a questo punto ti sentirai legittimata ad acquistare),
- apprezzare l'aiuto dei conviventi, che con fare distaccato e senso pratico, rendono tutto piú semplice e veloce (come nel caso di essere umani) oppure un po' meno ma comunque apprezzabile (come nel caso dei felini),
- scoprire che un pittore, che generalmente trascorre le sue giornate imbrattando di mille colori pavimenti, vestiti, lavandini ed utensili vari per creare fantastici capolavori su telai o carta, è anche capace di tuffarsi nel bianco e stendere una pennellata pulita ed uniforme, senza fantasie di sorta...

Gaia