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sabato 16 febbraio 2013

Janvier

Lungo Senna

Parigi è sempre bella, anche a gennaio, quando il freddo attanaglia e le giornate si accarocciano in nottate premature...
Questa volta Gabriele non ha disegnato molto, a remar contro il poco tempo a disposizione, il clima invernale e le lunghe chiacchierate con la tribù parigina dei parenti migrati, ma quel poco è buono e siamo soddisfatti. Pubblichiamo, con un po' di ritardo, le quattro pagine che sono andate ad arricchire il taccuino parigino...



Aspetando Maria al Pompidou

Assaporando il sole in place des Voges

immancabile birretta in compagnia di Lorenzo


domenica 3 luglio 2011

Paris

Parigi è sempre bella, sempre riesce a sorprenderti, in ogni stagione, ad ogni visita che le fai (la prima come la centesima). Ogni volta è un rinnovato innamoramento, rifiorire di stupore e felicità in una città mai scontata, mai ovvia o prevedibile...
Dal 2006 è capitata l'occasione di soggiornarci spesso (almeno una volta l'anno) per periodi più o meno brevi, soprattutto da quando Lorenzo del Francia, mio fratello, si è trasferito lì per realizzare il suo sogno di diventare fotografo, cosa che qui -in Italia- pareva fantascienza e nella capitale francese una possibilità....
Di taccuni, schizzi e disegni di Parigi Gabrile ne conserva quindi svariati, da quelli in cui il pennarello la faceva da padrone agli ultimi, sempre più elaborati e maturi, in cui china, matita ed acquerello si mescolano armoniosamente. (Vedi qui "L'evoluzione dei carnets de voyage").
Se le prime volte, di questa città, colpisce la "Grandeur française": i monumenti, le piazze, gli immensi viali o musei, i grandi magazzini o mercati in cui le vite multietniche si srotolano in una (forse solo apparente) armonia orchestrata; con il tempo ciò che ammalia sono i particolari, i caratteri specifici e mai scontati dei singoli quartieri, o strade, o perfino singoli locali. La peculiarità nella grandezza.
Certo, la possibilità di vivere Paris (ultimamente) in compagnia di una persona cara, che da tre anni vive lì, facilita il soggiorno e l'infatuazione/innamoramento per il posto...  se inizialmente giravamo la città con guida alla mano, cercando così di non lasciarci sfuggire le imperdibili meraviglie, ingordi di sapere, vedere, sentire, macinando chilometri e facendo a gara con il tempo (come ogni turista che si rispetti), adesso è diverso: adesso che un'idea dell'insieme ce la siamo fatta, dolce è perdersi, senza obiettivi o impegni, nel dolce mare della capitale francese... davvero dolce, sublime azzarderei.
I disegni di Gabriele documentano questa evoluzione/comprensione: da un lato l'affinamento del suo personale lavoro (sempre più acuto e spontaneo nella tecnica) e dall'altro il prendere confidenza con la città e con i suoi luoghi più intimi e celati...
Se nei taccuini del 2006 troviamo Montmartre, Notre-Dame, le centre Pompidou con la sua meravigliosa fontana di Tinguely... bhè, con il tempo, negli schizzi, vediamo altro ... ultimamente direi soprattutto locali parigini e mercati, scorci di vie meno note, visuali inconsuete e marginali....
Devo ammettere che soprattutto le serate trascorse nei locali, in compagnia di Lorenzo e Laurianne, sono state d'ispirazione.... così ecco, nell'ultimo carnet di Paris la fanno da pardone i bistrot, i Pub, le birrerie o quei locali indefinibili in italiano perchè tipicamente o solamente parigini....
E' una meraviglia perchè al Cyrano o al Lou Pascalou abbiamo trascorso ore liete, chiacchierando tra noi o con altri (avventori del posto, per lo più perfetti sconosciuti) di tutto e di più e nel contempo Gabriele (disegnando/rubando qualche scorcio) ha potuto rappresentare con calma e naturalezza lo scorrere della vita parigina... al Bastide ci siamo innamorati di Vincent e del suo locale: non è da tutti i giorni trovare a Parigi una pinta di birra a 3,50 euro e godersela ascoltando musica che proviene esclusivamente da vinile... e vi giuro che l'accortezza e la cura con cui posiziona sul piatto il disco è la stessa, amorevole, con cui spilla la birra....
Gaia Del Francia