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mercoledì 2 maggio 2018

¡ Qué viva Mexico ! (Parte prima)


A cavallo tra gennaio e febbraio di questo 2018 (per 5 settimane) ci siamo avventurati in alcune tra le più suggestive località del Messico. Abbiamo assaporato la vita delle sue pittoresche città, ripercorrendone la storia (passata e presente) tra le antiche strade, le animate piazze e le imponenti architetture coloniali. Ci siamo lasciati poi catapultare sempre più indietro nel tempo, con gli occhi colmi di stupore, al cospetto delle meraviglie archeologiche di cui questa nazione è ricca!

Un viaggio stupendo in cui si è disegnato (tanto), si è fotografato (tanto), ci siamo divertiti (tanto) e ci siamo anche spaventati (fortunatamente poco)…

Questa una prima selezione di immagini realizzate nei distretti di : Distrito Federal (Ciudad de Mexico), Puebla e Michoacan.






mercoledì 18 maggio 2016

Karnataka: racconti di pietra.

Palazzo reale, Mysore, 2016

L’ultima parte del nostro viaggio, nel magico sud dell’india, ci porta in Karnataka.
Qui il nostro sguardo incontra nuovamente i meravigliosi fasti delle antiche capitali del passato in cui il susseguirsi di dinastie regnanti ha lasciato, a testimonianza, un immenso patrimonio artistico e culturale.
L’imponente palazzo del Maharaja di Mysore, centro culturale ed artistico dello stato, catapulta direttamente nelle pagine sognanti di un’antico libro fiabesco; la città tutta, con i suoi infiniti scorci, la vita nel tempio di Chamunda sull’altro dei una collina o quella nel vecchio mercato (Devaraja), regala piccole perle di grande bellezza.
Hampi, patrimonio dell’umanità dell’ UNESCO dal 1986, non è soltanto un’immensa (e magnifica) area archeologica in cui si trovano le rovine dell’antica capitale dei Vijayanagara (XIV - XVII Sec.) ma, si narra, coincide con la descrizione che ne viene fatta all’interno del Ramayana di Kishkinda, il regno dei Vanara (uomini “con pelo e coda di scimmia”), luogo di nascita dell’eroe mitico e signore delle scimmie, Hanuman.
Bangalore, la capitale del Karnataka, spicca per il suo moderno e competitivo slancio verso lo sviluppo tecnologico che ne fa la Silicon Valley d’oriente. Megalopoli indiana per eccellenza mostra, in maniera cruda e senza vergogna, i due aspetti estremi del paese.
L’assoluta e profonda povertà che convive con il benessere consumistico pubblicizzato in grandi manifesti, con lo sfarzo delle grandi marche internazionali che affollano le pulite vie del centro e i lussuosi grattacieli nati da un fiorente mercato edilizio, imprime indelebilmente nella mente la condizione reale, troppo spesso dimenticata, di buona parte del mondo che ci circonda…

Gabriele





"Superba città con belle strade e case di ricchi mercanti, dove puoi trovare rubini, diamanti, smeraldi, perle e abiti, e ogni sorta di cosa che puoi desiderare. Dove ogni sera si svolge una fiera e puoi comprare cavalli, limoni, arance, uva ed ogni tipo di legno pregiato..."
(Domingo Paes, viaggiatore portoghese del XVI secolo)





Hampi
Belur















Hampi
Somnathpur






martedì 26 aprile 2016

Kerala: la terra degli alberi della noce di cocco.

Piantagioni di té, Munnar, 2016

Lasciamo il Tamil Nadu e l’ombra dei suoi mille templi per addentrarci in un’altro stato: il Kerala.

Come suggerisce l’origine del suo nome, Kera (albero della noce di cocco) e Alam (luogo o terra), varcato il confine di questo stato, che occupa una stretta striscia della costa sud-occidentale del paese, ci troviamo immersi in paesaggi dalla natura spettacolare. Incredibile la vastità delle piantagioni di Munnar, la più grande regione di coltivazione del tè dell’India del sud situata a 1600 metri di altitudine, dove le piccole e fitte foglie di questa pianta ricoprono, come un verde velluto fino all’orizzonte, il profilo delle sue montagne. Avvolgente la quiete che pervade esplorando, a bordo di sottili canoe, la fitta rete di stretti canali coperti dalla vegetazione (nei dintorni di Alappuzha e Kollam), in cui la vita galleggiante delle famiglie di pescatori sfiora e accarezza il nostro sguardo ridimensionando il concetto (occidentale) di tempo e di spazio.

Non resta che lasciar scorrere la matita sul taccuino o spingere l’occhio attraverso l’obbiettivo per fissare sulla pellicola quell’intorno che inevitabilmente avvolge, affascina o respinge, cercando di coglierne un minuscolo frammento…
Gabriele







Alleppey
Munnar















Munnar
Kollam

lunedì 30 marzo 2015

Smarrirsi ... tra le dune di sabbia o l'affollata medina di Fès

Merzouga, sulle dune di sabbia Erg Chebbi.
Puntando a est, verso l'Algeria, abbandoniamo le montagne dell'Atlante per dirigerci verso il deserto, in direzione Rissani (ارفود). Città di confine, ultimo caravanserraglio prima dei 52 giorni di viaggio per raggiungere Timbouctou, in questa città sospesa fuori dal tempo si svolge tutt'oggi un immenso souk dove si comprano vendono e scambiano ogni genere di merci. Vicino, facilmente raggiungibili da Merzouga (مرزوقة), le dune dell'Erg Chebbi (عرق الشبي‬ رق الشبي) rispondono allo stereotipo del deserto sabbioso abitato da dromedari e affascinanti uomini dal turbante color indaco che popola l'immaginario di ogni turista. 
A conclusione del nostro viaggio facciamo tappa a Fès (فاس), dove irresistibile è lasciarsi perdere tra le labirintiche strade della sua antica Medina. Città ricca di storia e monumenti Fes assume le sembianze di un enorme presepe vivente in cui ogni giorno va in scena la rappresentazione della vita.


Rissani, il souk del giovedì.
L'accampamento tra le dune Erg Chebbi.
Fès. La città dall'alto.
Fès, girellando per la Medina.
Fès, disegnando nella Madrasa Attarine.

giovedì 19 marzo 2015

Atlas, tra gole profonde e alte cime.

Ait Ouglife. Gabriele circondato da una frotta di bimbi curiosi.
Ci lasciamo alle spalle le acque dell’Oceano Atlantico e il trambusto di Marrakech diretti verso la catena montuosa dell’Atlante con le sue gole finemente cesellate e le alte cime coperte, in questa stagione, da un manto di neve fresca.
Attraversiamo il passo Tizi n' Tichka (2260 m) per raggiungere Ouarzazate (ورززات) e la spettacolare Ait Ben Haddou (آيت بن حدّو), gioiello architettonico dal sapore fiabesco. Soggiorniamo nell'oasi di Skoura (سكورة), immersi in quell'esplosione di palme e ulivi che pare un miraggio in un territorio brullo e inospitale come quello circostante. Proseguiamo verso le Gole del Dadès (‏وادي دادس) e le Gole del Todra (مضيق تودغا‍‌) dove, a piedi, percorriamo valli e sostiamo in piccoli villaggi berberi. L'azzurro del cielo, il rosso della nuda roccia e il verde della vegetazione aggrappata al fondovalle dipingono paesaggi da sogno. La natura è sempre l'artista più talentuosa!
L’Atlante, che attraversa il Marocco come una spina dorsale, offre un susseguirsi di scorci tanto vari quanto affascinanti. L’ambiente naturale, qui molto presente, plasma il carattere della popolazione rallentandone il ritmo, concedendo loro sincero spazio alla socialità trasmettendo, immediata al visitatore, la sensazione di essere a casa …


Ait Ben Haddou.
Skoura, l'oasi e l'antica Kasbah. 
Gole del Dades, Doigts des singes. Una bella giornata di sole.
Gole del Dades, Valle del Tamlalt.
Tamtatouchte, Mustafa e Jawad suonano musica berbera al Tafouyt.
Tamtattouchte, "Il paesaggio meraviglioso" e l'Auberge Tafouyt.
Gabriele e Jawad dominano la vallata di Tamtatouchtte.

mercoledì 18 marzo 2015

Marrakech express

Marrakech. Disegnando nella Madrasa di Ben Youssef.
Il piccolo resoconto del nostro viaggio in Marocco (المملكة المغربية) inizia con qualche disegno catturato a Marrakech (مراكش), tra il serrato e labirintico gomitolo di vicoli della Medina e l'ampia e rumorosa piazza Jemaa El-Fna. Città caotica e variopinta, amata da artisti e turisti di ogni dove, Marrakech possiede quel fascino esotico e pittoresco che ammalia e travolge ma che non può non insinuare il ragionevole e lecito dubbio su quanto quell'incanto sia autentico o piuttosto il risultato di una sapiente e ben riuscita messa in scena...

Marrakech, il minareto di Koutoubia e i venditori di Jemaa El-Fna.
Marrakech, nei vicoli della Kasbah.
Essaouira (الصويرة), città di mare, affacciata sull'oceano porta una corona di gabbiani e una cintura di candide mura. L'intonaco delle case, che sembrano protendersi verso l'orizzonte, è scorticato dal salmastro e dal vento che soffia forte, le facciate sono rugose come la pelle di un vecchio marinaio ... ma in vero questa città porta un nome femminile (il cui significato è "ben progettata") e potrebbe essere annoverata tra quelle invisibili città a noi care che raccontò Italo Calvino.

Essaouira, il porto e la torre portoghese.
Essaouira, le fortificazioni.
Essaouira, disegnando sulle mura della città.

domenica 9 novembre 2014

At rejse er at leve




Muoversi, respirare, volare, navigare
prendere tutto mentre tutto dai 
vagabondare per lande remote 
viaggiare è vivere. 

Hans Christian Andersen
(La fiaba della mia vita, 1885)




Voyager, respirer, voler, 
donner et recevoir en retour
errer sur les routes de pays inconnus : 
voyager c’est vivre vraiment. 

Hans Christian Andersen
 (Le Conte de ma vie, 1885)