lunedì 15 agosto 2011

Ferragosto

Viale dei Colli, Ferragosto 2007


L'estate, a ferragosto, già declina. Già odora di disfatta innanzi all'autunno che a gran passi s'avvicina.
E' un po' come guardare nello specchietto retrovisore illudendosi che la strada da percorrere presenti, all'infinito, lo stesso paesaggio...
A ferragosto t'accorgi (improvvisamente?) che l'estate inizia a riabbottonarsi pian piano gli abiti, impercettibilmente, come un audace spogliarello reverso; lo percepisci dall'oscurità che veste di notte quelle ore serali fino a ieri luminose, nude, dipinte su tramonti interminabili; lo azzardi osservando le piante in giardino, improvvisamente restie nella crescita e parche nella fioritura, stanche; lo annusi nell'aria che, poco a poco, scricchiola di secco emanando profumi rossi e gialli, che scaldano il cuore in vece del sole bollente...
La fine d'agosto è tempo sottratto alla stagione estiva (anche se ufficialmente si chiama ancora così), è tempo misurato per difetto, aspettando il freddo. E' campo neutrale in cui l'estate declina, cigola, sbiadisce, cede senza scontri al venturo autunno, signore dai mille colori e sapori, arlecchino gentile che imbastisce un carnevale di benvenuto all'inverno.
Con la fine d'agosto lo sguardo si volge al futuro, all'operosità di un anno nuovo, tutto da progettare, vivere, costruire. Dallo stato "yang" si trasmigra in uno stato "yin", direbbero gli orientali, forse.
Il "prossimo anno", anno che per me (reduce forse dagli anni scolastici) inizia a settembre (e non a gennaio con il cambio di calendario) riserva scatole misteriose, pacchi rivestiti da incognite, pagine bianche in cui inutilmente vado cercando narrazioni familiari...
Per Gabriele non so... per lui il presente è da sempre un seme gettato, un sentiero tracciato, sul territorio dipinto delle opere che crea, che diligentemente segue sulla mappa, senza sapere quali saranno i confinini, i paesi, le città, i frutti cui lo condurranno...
Sappiamo che, ad oggi, Il viaggio previsto in Nepal per ottobre è saltato.
Sappiamo con certezza che, a fine novembre, saremo a Clermont-Ferrand per la Biennale du carnet de voyage... 
Gaia Del Francia


Aspettando novembre....


domenica 3 luglio 2011

Paris

Parigi è sempre bella, sempre riesce a sorprenderti, in ogni stagione, ad ogni visita che le fai (la prima come la centesima). Ogni volta è un rinnovato innamoramento, rifiorire di stupore e felicità in una città mai scontata, mai ovvia o prevedibile...
Dal 2006 è capitata l'occasione di soggiornarci spesso (almeno una volta l'anno) per periodi più o meno brevi, soprattutto da quando Lorenzo del Francia, mio fratello, si è trasferito lì per realizzare il suo sogno di diventare fotografo, cosa che qui -in Italia- pareva fantascienza e nella capitale francese una possibilità....
Di taccuni, schizzi e disegni di Parigi Gabrile ne conserva quindi svariati, da quelli in cui il pennarello la faceva da padrone agli ultimi, sempre più elaborati e maturi, in cui china, matita ed acquerello si mescolano armoniosamente. (Vedi qui "L'evoluzione dei carnets de voyage").
Se le prime volte, di questa città, colpisce la "Grandeur française": i monumenti, le piazze, gli immensi viali o musei, i grandi magazzini o mercati in cui le vite multietniche si srotolano in una (forse solo apparente) armonia orchestrata; con il tempo ciò che ammalia sono i particolari, i caratteri specifici e mai scontati dei singoli quartieri, o strade, o perfino singoli locali. La peculiarità nella grandezza.
Certo, la possibilità di vivere Paris (ultimamente) in compagnia di una persona cara, che da tre anni vive lì, facilita il soggiorno e l'infatuazione/innamoramento per il posto...  se inizialmente giravamo la città con guida alla mano, cercando così di non lasciarci sfuggire le imperdibili meraviglie, ingordi di sapere, vedere, sentire, macinando chilometri e facendo a gara con il tempo (come ogni turista che si rispetti), adesso è diverso: adesso che un'idea dell'insieme ce la siamo fatta, dolce è perdersi, senza obiettivi o impegni, nel dolce mare della capitale francese... davvero dolce, sublime azzarderei.
I disegni di Gabriele documentano questa evoluzione/comprensione: da un lato l'affinamento del suo personale lavoro (sempre più acuto e spontaneo nella tecnica) e dall'altro il prendere confidenza con la città e con i suoi luoghi più intimi e celati...
Se nei taccuini del 2006 troviamo Montmartre, Notre-Dame, le centre Pompidou con la sua meravigliosa fontana di Tinguely... bhè, con il tempo, negli schizzi, vediamo altro ... ultimamente direi soprattutto locali parigini e mercati, scorci di vie meno note, visuali inconsuete e marginali....
Devo ammettere che soprattutto le serate trascorse nei locali, in compagnia di Lorenzo e Laurianne, sono state d'ispirazione.... così ecco, nell'ultimo carnet di Paris la fanno da pardone i bistrot, i Pub, le birrerie o quei locali indefinibili in italiano perchè tipicamente o solamente parigini....
E' una meraviglia perchè al Cyrano o al Lou Pascalou abbiamo trascorso ore liete, chiacchierando tra noi o con altri (avventori del posto, per lo più perfetti sconosciuti) di tutto e di più e nel contempo Gabriele (disegnando/rubando qualche scorcio) ha potuto rappresentare con calma e naturalezza lo scorrere della vita parigina... al Bastide ci siamo innamorati di Vincent e del suo locale: non è da tutti i giorni trovare a Parigi una pinta di birra a 3,50 euro e godersela ascoltando musica che proviene esclusivamente da vinile... e vi giuro che l'accortezza e la cura con cui posiziona sul piatto il disco è la stessa, amorevole, con cui spilla la birra....
Gaia Del Francia

lunedì 27 giugno 2011

Il faut aller voir


Siori e siore,
ragassi e ragasse,
è con immenso piacere e grande orgoglio che vi comunichiamo che:
....(rullo di tamburi)..... il carnet "Periplo Elbano", realizzato ad aprile 2011 da Gabriele, é stato selezionato dall'associazione "Il faut aller voir" per presenziare/partecipare alla Biennale del Carnet de Voyage.... mica si frigge con l'acqua qui!
C'è ancora tempo, ma eravamo trepidanti e volevamo comunicarlo.
Per tutti colo che ne avranno la possibilità: il 18-19-20 novembre 2011, venite a trovarci allo stand del Polydome di Clermont-Ferrand...
... una nuova avventura salperà a novembre.....
Gaia e Gabriele

(Qui puoi vedere i carnets de voyage di Gabriele

lunedì 13 giugno 2011

4 volte SI!!!!

Grazie, grazie a tutti coloro che sono andati alle urne, comunque abbiano votato, e che hanno reso possibile il quorum.
Doppiamente grazie a quel 95% dei votanti che ha espresso un SI (x 4 volte). Perchè era importante manifestare la nostra opinione sui 4 quesiti... perchè è bello vivere in una democrazia in cui i cittadini partecipano attivamente a scelte politiche e di interesse pubblico.
Grazie.
Grazie perchè oggi, anche merito vostro, mi sento fiera di essere italiana.
Gaia Del Francia

lunedì 6 giugno 2011

12 giugno

Paris... eccoci in partenza, dopo quasi due anni, per una nuova avventura nella grandeur francese.
Pronta la scorta di rullini per la Diana F+, puliti i pennelli, affilate le matite, impugnata la "Carte nominative transport" (come quelli veri)...
Rientreremo il 12, per assolvere al nostro dovere di cittadini ed esercitare quel diritto fondamentale in una democrazia: il VOTO.
Ricordate: é importante andare a votare e raggiungere il quorum, per poter esprimere la nostra opinione sui quattro quesiti e consentire (raggiungendo il 50% + 1 dei votanti aventi diritto) che venga tenuta di conto la volontà popolare.
Non lasciamoci sfuggire questa bella occasione per mostrare che siamo ancora capaci di pensare e che abbiamo tutti senso civico ed interesse alla cosa pubblica. Se non noi (cittadini) chi altri? Se non ora, quando?
Per informazioni sui testi dei quattro quesiti potete vedere qui.
Ricordate che votando SI esprimiamo:
1) SI per una gestione dell'acqua che sia pubblica ( = NO all'acqua in mano a privati)
2) SI al principio che sull'acqua (bene di prima necessità) non si faccia speculazione (= NO ad un profitto sull'acqua da parte di privati)
3) SI ad un paese (l'Italia) privo di centrali nucleari (= NO in alcun modo al nucleare come fonte energetica)
4) SI per "la legge è uguale per tutti" (= NO al legittimo impedimento).

A presto!
Gaia e Gabriele

sabato 4 giugno 2011

Tempo variabile

... variabile ed imprevedibile il tempo al Quarantasetterosso.
Da mesi si verificano improvvisi scrosci d'acqua (di mutevole intensità) anche (e a maggior ragione) con il bel tempo, il sole e l'afa, di questa calda primavera. Come Fantozzi la sua nuvoletta, anche noi possiamo farci vanto della nostra personale pioggia. Tale nostro evento nulla ha del divino, del soprannaturale o della persecutoria sfiga... bensí è dovuto alla perseveranza e tenace costanza della signora del primo piano che, forse tenendo fede ad un antico rito pagano di via delle Conce, si ostina a stendere panni non strizzati esattamente sopra l'ingresso del Quarantasetterosso.
Documentiamo con fotografia inedita (di cui deteniamo l'esclusiva e tutti i diritti meteorologici) il recente acquazzone avvenuto il 2 giugno.
Ivi potete osservare Sara che, per sortir fuori dallo studio a prendere un caffè, è costretta ad aprire l'ombrello, mentre fuori il sole e la siccità spaccano le pietre....
Possiamo altresí rendere testimonianza di imponenti scrosci d'acqua saponata riversati a secchiate, senza preavviso (e senza tener conto di esseri umani o animali nelle vicinanze), dai piani alti. La rapidità e l'imprevedibilità di tali fenomeni non ci hanno permesso o consentito ancora di procurarci documentazione adeguata. Ne resta traccia solo negli aloni sul marciapiede e nelle chiazze collose e profumate dell'acqua infiltrata sul pavimento dello studio.
La creatività del Quarantasetterosso non ha limiti: un altro mondo è possibile.

Dedicato alla misteriosa dama del primo piano
Gaia e Gabriele

mercoledì 25 maggio 2011

Genesi dell'inesistente: VERTEBROTICO

«Quando io uso una parola», disse Humpty Dumpty 
in tono alquanto sprezzante, 
«questa significa esattamente quello che decido io... né più né meno.» 
«Bisogna vedere», disse Alice 
«se lei può dare tanti significati diversi alle parole.» 
«Bisogna vedere», disse Humpty Dumpty, «chi è che comanda... è tutto qua.»

Credo che capiti a tutti di avere attimi "linguistici creativi": momenti in cui, senza sapere bene come o perchè, ti ritrovi in bocca parole inesistenti (un "significante") di cui conosci perfettamente il senso o il significato anche se (spesso) ne ignori completamente il preciso "referente"... perchè non esiste o perchè lo stai creando nel momento stesso in cui lo nomini.
Capita sovente (credo, così deduco da personale esperienza) nell'ambito ristretto di una "comunità di parlanti", che siano essi famigliari, gruppo di amici, o colleghi di lavoro...
Succede che "ti escano parole" inesistenti (senza sapere come), che acquistino forza ed un preciso significato, che si aggiungano poi al vocabolario-dialetto "intimo" delle persone coinvolte fino a diventare "reali", d'uso, "parlate".
Capita, ed è bello... è una cosa che mi ha sempre affascinato.

Nel nostro piccolo, tra me e Gabriele a casa, o al Quarantasetterosso con assidui frequentatori, nascono di continuo termini nuovi, parole inventate o viceversa conosciute ma stravolte nel loro significato originale dall'uso "improprio" che ne facciamo...
"Brigul" o "Frozen" (temini affettuosi con cui ci nominiamo, tra noi), che poco hanno dello sdolcinato "darling",  "amore", "tesoro" o "Gianni-caro" (citazione da "Lilli e il Vagabondo" di Disney), sono meno ameni e romantici, ma hanno il vantaggio di possedere una storia tutta loro, una "nostra personale ed intima" etimologia che ce li rende unici ed insostituibili... personalmente non baratterei mai un "Brigul" con un generico "Amore mio"...
Così, ritornando a noi: l'altra sera Gabriele è uscito fuori con il suo VERTEBROTICO... non so a voi l'effetto che fa ma io, quando ha pronunciato quella parola, non ho saputo come controbattere... richiedevo aiuto casalingo per annaffiatura, apparecchiatura tavola, stendimento panni o solo (forse, ad essere sinceri) un'incondizionata attenzione alla mia persona.... ma di fronte ad un qualcosa (chi? cosa?) di vertebrotico che si intrometteva tra noi, non ho saputo che armi utilizzare... mi pare evidente che "vertebrotico" sia qualcosa di cazzuto ed impegnativo da combattere, invincibile nella sua aggressività o, viceversa, nella sua indolenza e mollezza.
Mioddio: un Vertebrotico potrebbe aggredirti con i suoi dentuzzi aguzzi e portarti via una mano... ma potrebbe anche distendersi, appisolarsi, mimetizzarsi in un angolo strategico della casa e farti inciampare (magari ridendosela poi sotto i suoi baffi unti)!
Ecco, il Vertebrotico ormai è entrato nella nostra "lingua": E' TRA NOI!
Io, che non so disegnare e quindi "rendere visibile" o rappresentare il referente, mi contento di descrivervi la paura e il rispetto che Lui mi procura... qualcosa di "vertebrato" e quindi ben costruito, mobile ed insidioso, assai intelligente e un po' aggressivo.... ma anche un essere che ha del  "paranoico", del pigro, dell'indolente, del furbesco scansafatiche ... "Vertebrotico", cavoli, non è che lo cancelli così, con la gomma, con un hoplà, non è che puoi far finta di niente... è un qualcosa di pericoloso e con i "controcazzi", cova sempre qualcosa (come le gatte) e l'unica è sperare che se la stia dormendo, mostrando così il lato tenero della sua "persona"...
Gaia

Alice era troppo perplessa per dir niente; così dopo un minuto Humpty Dumpty ricominciò. «Certe hanno un caratterino... soprattutto i verbi: sono i più orgogliosi... con gli aggettivi puoi fare quello che vuoi, ma con i verbi... comunque, io posso farli filare tutti quanti! Impenetrabilità! Ecco cosa dico!»
«E sarebbe così cortese da dirmi», disse Alice, «che cosa significa?»
«Ora parli come una bambina ragionevole», disse Humty Dumpty con aria molto compiaciuta. «Con "impenetrabilità" volevo dire che ne abbiamo abbastanza di questo argomento, e che faresti bene a dirmi cosa vuoi fare a questo punto, poiché non credo tu voglia fermarti qui 
per tutto il resto della tua vita.»